Il Sistema INFEAS: una rete per educare alla sostenibilità
Il Sistema Regionale di Informazione, Formazione ed Educazione all’Ambiente e allo Sviluppo Sostenibile (INFEAS) è l’infrastruttura attraverso cui la Regione Puglia promuove, coordina e qualifica le attività di educazione alla sostenibilità e alla cittadinanza globale sul proprio territorio. Nato su iniziativa del Ministero dell’Ambiente come sistema nazionale, si è progressivamente articolato in reti regionali con il compito comune di radicare la cultura della sostenibilità nei territori e di formare cittadine e cittadini consapevoli e capaci di agire responsabilmente.
Il Sistema INFEAS pugliese trova il proprio fondamento nel Vettore 2 “Cultura della Sostenibilità” della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile , in piena coerenza con la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile . Quest’ultima riconosce l’educazione come uno dei “vettori di sostenibilità”: non un semplice ambito tematico, ma una leva strutturale per guidare l’integrazione della sostenibilità nelle politiche pubbliche e nei comportamenti collettivi. Parte integrante della Strategia è il Piano di Educazione per lo Sviluppo Sostenibile e la Cittadinanza Globale Puglia 2030 , approvato con DGR n. 320 del 18 marzo 2024: un documento di indirizzo rivolto a tutti i soggetti — pubblici e privati — impegnati nella promozione di iniziative educative sui temi della sostenibilità, che coniuga la dimensione locale con quella della cittadinanza globale e identifica nel Sistema INFEAS e nei CEAS i soggetti istituzionali cardine per la sua attuazione sul territorio.
L’INFEAS è organizzato come rete territoriale integrata: un sistema di relazioni tra istituzioni, enti locali, scuole, università, associazioni e comunità, in cui i Centri di Educazione all’Ambiente e allo Sviluppo Sostenibile (CEAS) fungono da presìdi di prossimità, con il compito di tradurre i principi dello sviluppo sostenibile in percorsi educativi concreti, calibrati sulle specificità di ciascun territorio.
L’azione del Sistema INFEAS punta a superare la logica della semplice trasmissione di informazioni per favorire lo sviluppo di competenze trasformative: la capacità, cioè, di leggere criticamente la realtà, assumere decisioni consapevoli e contribuire attivamente ai processi di cambiamento. Questo avviene attraverso percorsi formativi formali, non formali e informali, capaci di coinvolgere le comunità locali e di tenere insieme la dimensione del territorio con quella della responsabilità globale.


La rinascita del Sistema INFEAS Puglia
Dopo anni di inattività, nel 2025 la Regione Puglia ha riattivato il proprio Sistema INFEAS, compiendo un passo strategico nella costruzione di una cultura condivisa della sostenibilità. Questa scelta si inserisce nell’attuazione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile e del Piano di Educazione per lo Sviluppo Sostenibile e la Cittadinanza Globale Puglia 2030 , confermando l’impegno della Regione nel promuovere l’educazione come vettore di trasformazione territoriale e sociale.
Il processo di riattivazione è stato avviato a maggio 2025 con l’approvazione delle linee guida per il funzionamento del Sistema Regionale INFEAS e per l’accreditamento dei CEAS. La risposta del territorio è stata significativa: 36 enti pubblici territoriali hanno ottenuto l’accreditamento provvisorio, distribuiti in maniera omogenea su tutte e sei le province pugliesi, dalle aree costiere ai parchi naturali, dalle città metropolitane ai piccoli comuni. L’accreditamento è diventato definitivo al termine di un percorso di formazione obbligatorio in materia di Sviluppo Sostenibile e Cittadinanza Globale, organizzato dalla Regione Puglia in collaborazione e con la supervisione scientifica del Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. Questa scelta garantisce qualità, innovazione e omogeneità di approccio all’intera rete regionale, creando una comunità di operatori che condivide linguaggi, metodologie e obiettivi comuni.
Il Sistema INFEAS Puglia si configura così come una rete viva e radicata nei territori, capace di connettere enti locali, scuole, università e comunità in un unico orizzonte di sostenibilità, al fine di realizzare concretamente gli obiettivi dell’Agenda 2030 sul territorio regionale.
L’educazione al centro
Come le Nazioni Unite ci dicono fin dalla Conferenza di Rio del 1992, l’educazione occupa un posto del tutto particolare nei processi finalizzati a costruire sviluppo sostenibile: non è soltanto uno degli ambiti su cui intervenire, ma la condizione che rende possibile affrontare tutti gli altri. È questa la convinzione alla base dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 4 – Istruzione di qualità dell’Agenda ONU 2030, che chiama i paesi del mondo a garantire un’istruzione equa, inclusiva e permanente per tutte e tutti.
Al suo interno, il Target 4.7 identifica nell’Educazione per lo Sviluppo Sostenibile (ESS) lo strumento attraverso cui le persone possono sviluppare le conoscenze, le competenze e i valori necessari a orientare le proprie scelte verso stili di vita responsabili, la promozione dei diritti umani, la parità di genere, la cultura della pace e una cittadinanza autenticamente globale.
Il cambiamento che l’ESS propone è prima di tutto un cambiamento di prospettiva: dall’educazione come trasmissione di contenuti all’educazione come processo che abilita all’azione. Come ricordava già il Rapporto Brundtland nel 1987, lo sviluppo sostenibile è quello che “consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”: un obiettivo che non si raggiunge con la sola conoscenza, ma richiede la capacità di mobilitarla in contesti reali e complessi.
Formare competenze per la sostenibilità significa dunque accompagnare le persone a interpretare i problemi nella loro complessità, a valutarne le ricadute, a collaborare con gli altri e ad agire in modo coerente con i propri valori. Un processo che non può restare confinato alle singole discipline: richiede uno sguardo interdisciplinare — che metta in dialogo ambiente, economia, scienze sociali e cultura — e transdisciplinare, capace di connettere i saperi accademici con le conoscenze pratiche, i contesti di vita e le comunità locali.






